Strage di Capaci, Alessio Messina: “Basta slogan, che lo Stato sia presente e operativo”


Come molti sanno oggi, 23 maggio, ricorre l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, il giudice ucciso dalla mafia nel 1992 – il 23 maggio, appunto – con numerosi chili di esplosivo, sull’autostrada che dall’Aeroporto Falcone e Borsellino conduce al capoluogo.

Sul tema è intervenuto Alessio Messina, Capo dell’Ufficio Stampa e Membro del Direttivo Politico de “I Comitati Civici”: “La giornata di oggi è molto triste per tutti i cittadini onesti perché, nonostante siano ormai passati 24 anni – afferma Messina – tutt’ora molti punti di quella tragedia sono oscuri e privi di una spiegazione chiara. Molto è stato fatto in questo ventennio ma la battaglia è ancora lunga, soprattutto perché la criminalità organizzata ha ormai cambiato abito e pelle passando da un rapporto di contrasto con la politica ad un rapporto di collaborazione, con la seconda fin troppo disponibile ad assecondare le richieste provenienti dalla prima”.

A parere di Messina “lo Stato ha sicuramente fatto qualcosa, dopo decenni di assoluto e colpevole immobilismo, cercando di recuperare lì dove determinate situazioni sembravano essersi incancrenite. Adesso, però, serve la svolta vera: pochi slogan, come fin troppo spesso capita di sentirne in giornate della memoria come quella odierna, a favore di una reazione duratura e concreta. Lo Stato deve capire, una volta e per tutte, che è possibile sconfiggere del tutto la mafia solo tramite un’azione capillare, asfissiante e feroce, che tagli di netto ogni rapporto con essa e che non le dia speranza alcuna di sopravvivenza. Solo allora – conclude Messina – riusciremo a realizzare il sogno di Giovanni, ponendo fine ad un fenomeno che lui stesso ha definito come destinato a finire”.

Foto: ANSA / M11581