Palermo, allarme smog? Occhipinti: “Il Comune renda noti i dati ARPA”


“A parere dell’Assessore alla Mobilità del Comune di Palermo, Giusto Catania, tutti coloro che avanzano delle perplessità in merito ai presunti livelli di smog in città e sull’efficienza delle centraline RAP installate nel capoluogo sarebbero incosciente e contrari al cambiamento. Ebbene, nulla di più falso poteva essere affermato”.

Sono queste le dichiarazioni di Filippo Occhipinti, Capogruppo dei Comitati Civici al Consiglio comunale di Palermo, espressosi in merito all’allarme inquinamento diffuso da Palazzo delle Aquile nelle scorse ore (e più precisamente dall’Assessore Giusto Catania, che ad alcuni organi di stampa ha riferito: “A Palermo i livelli di inquinamento sono ancora alti. Per tale ragione ritengo la Ztl ancora necessaria, e stiamo inoltre pensiamo a delle nuove linee per la circolazione del tram. Chi dice che a Palermo non c’è più smog, è solo un incosciente”).

“Come sempre, pretendiamo che la cittadinanza palermitana non sia presa in giro e che gli strumenti per combattere l’inquinamento non vengano presi, dal Comune di Palermo, come una scusante per far cassa sulle spalle della popolazione. L’Assessore Catania parla di allarme smog, basandosi unicamente sui dati diffusi dall’ARPA, giustificando così la reintroduzione delle targhe alterne e la – per adesso “defunta” – ZTL: ebbene, le centraline di RAP affermano il contrario. Dove sta la verità? Per tale ragione chiediamo la pubblicazione dei dati, e soprattutto ci chiediamo per quale ragione ogni anno i contribuenti sono costretti a sopportare il peso di ben 700.000,00 euro (tale è il costo per il controllo ambientale appaltato a RAP, ndr) se poi questa Amministrazione non tiene affatto in considerazione le risultanze emergenti dalla attività posta in essere?”

“Anche i Comitati Civici concordano nel trovare nuove e differenti soluzioni alla mobilità privata – conclude Occhipinti – ma prima di costringere i palermitani a lasciare il proprio mezzo a casa servono valide alternative, serve un piano B degno di tale nome. Piano che purtroppo, ad oggi, ancora appare palesemente confusionario ed incompleto”.

(Foto imago/blickwinkel)