I Comitati Civici contro Crocetta: “Basta mortificazioni”


crocetta“Non meritiamo tutto questo, i siciliani onesti e capaci non meritano ulteriori mortificazioni da questo governo regionale. Qualcuno parla di luce che si spegne, o di staccare la spina, ma i siciliani questa luce non l’hanno mai vista accesa. Sarebbe riduttivo identificare in un solo nome il colpevole anche se di Crocetta l’uomo “degli spot e dell’antimafia” non possiamo certo esserne contenti.”

Sono queste, in sintesi, le parole di Claudio Castronovo, esponente de “I Comitati Civici” recentemente affermatosi alle elezioni del Consiglio Comunale di Carini. Castronovo, Consigliere presso la VI Circoscrizione del Comune di Palermo, rincara poi la dose nel suo personale attacco politico a Rosario Crocetta: “Le responsabilità sono molteplici e mi dispiace sottolinearlo, ma la classe dirigente di qualunque colore politico ha contribuito al peggior governo a cui i siciliani abbiano mai potuto assistere. E’ giunto il momento di tornare alle urne, staccando la spina a qualcosa che non ha mai fornito energia e vitalità”. 

Dello stesso avviso è anche Leonardo Canto, anch’egli leader del movimento, che sottolinea come “non basti bollare come fallimentare l’esperienza di un governo per essere legittimati a costruire un’alternativa; i Comitati Civici sono consapevoli di quanto sia divenuto complesso governare le istituzioni locali e regionali e lanciano per queste ragioni un forte appello alla partecipazione delle migliori intelligenze ed esperienze società civile: per questi motivi il prossimo 12 e 13 settembre realizzeremo il nostro terzo Congresso, con l’obiettivo di radunare ed organizzare queste esperienze in commissioni di lavoro che possano con competenza e passione analizzare tematiche e produrre proposte ed iniziative concrete sui territori; le recenti vicende che interessano il popolo greco devono farci riflettere sulla necessità di guardare alle istituzioni come ad elementi che appartengano alla società civile e non una realtà avulsa da criticare o elogiare da dietro una tastiera”.

Per Canto “è giunto il momento per tutti quanti noi di dedicarsi alla cura della cosa pubblica, di riscoprire un’autentica cultura della partecipazione senza pregiudizi ideologici e senza sterili critiche populiste…meno chiacchiere da dietro una tastiera del pc e più impegno concreto per le nostre istituzioni ad ogni livello”.