Crisi Almaviva, l’affondo di Castronovo: “Sicilia mortificata”


La crisi Almaviva continua a tenere banco, dopo l’annuncio di oltre 2000 licenziamenti annunciati dalla società nella sola città di PalermoUna vera e propria bomba sociale, che evidenzia – ancora una volta – il pessimo trattamento riservato ai lavoratori ed ai cittadini siciliani, così come ribadito da Claudio Castronovo, Segretario generale de I Comitati Civici, che non usa mezzi termini per esprimere la propria posizione in merito: “La decisione di Almaviva Contact mortifica, per l’ennesima volta, il popolo siciliano e soprattutto pone l’evidenza su un problema di fondo: l’Italia da decenni ormai viaggia a duplice velocità, l’area del Nord Italia ove si cerca di tenere alti determinati ritmi di produzione e ricchezza e poi il Sud Italia, abbandonato a sé stesso senza alcun interesse da parte delle istituzioni. La conferma di ciò, purtroppo, giunge dai numeri: in Sicilia la situazione economica è allo sbando e la classe politica complessivamente intesa, tanto a livello locale quanto a livello regionale, si disinteressa dei problemi che stanno conducendo la popolazione alla miseria”.

L’appello di Occhipinti: “Intervenga subito la politica”

A parere di Castronovo, dunque, “è giunto il tempo di alzare la voce. Il governo regionale deve sin da domani adottare provvedimenti drastici, varando un’azione di “dumping fiscale” (ovvero il ribasso delle aliquote e della pressione fiscale, finalizzato ad attrarre investimenti da altre parti del mondo, ndr) che consenta alla Sicilia di ripartire. Basterebbe davvero poco per attrarre centinaia di imprese e nuove realtà produttive, creando così sviluppo ed occupazione, e del resto non sarebbe nemmeno la prima volta nella storia dell’economia globale: basti pensare alle Isole Canarie dove, periodicamente, il governo locale effettua simili operazioni proprio allo scopo di incentivare la ripresa degli investimenti nel medio e nel lungo periodo. Le soluzioni ci sono, ma a difettare è la volontà politica ed istituzionale: adesso basta, serve agire perché altrimenti la situazione può realmente sfuggire di mano”.