Amat, l’allarme di Occhipinti: “Buco da 22 milioni di euro”


I Comitati Civici lanciano l’allarme.

Lo schiaffo ricevuto dal Comune di Palermo, a seguito della bocciatura delle Ztl da parte del Tar rischia di provocare un’autentica voragine nei conti – già di difficile gestione – di Amat S.p.a., l’azienda pubblica per il trasporto cittadino. Una voragine in bilancio da quasi 22 milioni di euro, in grado di aprire una nuova crisi nel sistema aziendale e – di conseguenza – nei servizi offerti.

A sollevare la questione ci pensa Filippo Occhipinti, capogruppo dei Comitati Civici al Comune di Palermo, che si è così espresso: “La batosta ZTL presa dal Comune rischia di provocare una voragine nei conti di Amat, e nonostante ciò l’amministrazione comunale continua a predicare serenità. Delle due l’una: o il piano industriale di Amat, già approvato dalla Giunta Orlando, è falso oppure ci sono delle risorse nascoste ed inaspettate, che serviranno a coprire questo buco”.

“Alla luce del piano industriale – continua Occhipinti – i costi diretti per il tram ammontano a circa 22.589,00 euro per il 2016 di cui 4,3 milioni per l’energia elettrica, 6,5 milioni di euro per il personale, 10,5 milioni di euro per interventi di manutenzione e 1,1 milioni di euro per servizi annessi e connessi. Al netto dei costi per il personale ed aggiungendo la somma, relativa al 2015, per le perdite strutturali pari ad euro 4 milioni, causati dal taglio dei contributi regionali, si giunge ad una previsione di passivo pari a 20-22 milioni di euro. Inoltre i dati emersi sui ricavi derivanti da biglietti ed abbonamenti sono ben lontani da quelli inseriti nel piano industriale, ove si erano previsti introiti per circa 15,8 milioni di euro. Basti pensare che solo per i mesi di gennaio e febbraio 2016 sono state realizzate circa 300 mila obliterazioni: un vero e proprio disastro finanziario che si aggiunge al già conosciuto disastro inerente il piano di riorganizzazione delle linee.

Come sempre il Comune dimostra scarsa professionalità e sufficienza nella gestione della res publica: si faccia qualcosa prima che sia troppo tardi”.