Almaviva conferma quasi 2000 licenziamenti, Leonardo Canto: “Questa è una bomba sociale”


E’ di pochi minuti fa la notizia della conferma del licenziamento, da parte di Almaviva Contact, di quasi 2000 lavoratori che solo a Palermo perderanno il proprio posto di lavoro. Una decisione che scatenerà una vera e propria emergenza sociale, con migliaia di famiglie gettate sul lastrico. Almaviva infatti, azienda di servizi conosciuta principalmente per i call center e che tramite le sedi di Palermo e Catania offre lavoro ad oltre 5000 siciliani, questa volta sembra intenzionata a fare sul serio nel suo progetto di ridimensionamento e delocalizzazione delle proprie sedi.

I licenziamenti sono stati annunciati anche per le sedi di Roma e Napoli, ma ovviamente l’impatto numericamente più elevato lo si registra a Palermo dove sono partite ben 1670 lettere di licenziamento: “E’ l’assurdo coronamento di un percorso iniziato alcuni anni fa – dichiara Giuseppe D’Aleo, Consigliere di Circoscrizione dei Comitati Civici e dipendente Almaviva – figlio anche della assoluta strafottenza delle istituzioni locali e regionali, che in tutti questi mesi non hanno concluso assolutamente nulla. Infatti non sono state sufficientemente persuasive, se mai ci sono state, le soluzioni proposte all’azienda che ha deciso di andare avanti nel proprio percorso di licenziamento e trasferimento delle sedi altrove. Tutto ciò è inammissibile e creerà delle conseguenze sociali molto gravi”.

Anche il Segretario Generale del Movimento, Claudio Castronovo, non usa mezze misure: “Le istituzioni si devono svegliare, ed in fretta. Ritengo inammissibile che in un momento in cui l’Italia sembra registrare debolissimi, seppur positivi, segnali di ripresa, la Sicilia e Palermo in particolare siano destinate a continuare in questo percorso di desertificazione. L’Assemblea Regionale Siciliana sembra troppo impegnata ad approvare manovre sparti-risorse travestite da leggi finanziarie, senza tenere affatto in considerazione le esigenze di piccole e grandi imprese che, nel silenzio assordante, preferiscono migrare altrove, ed Almaviva non sembra essere da meno. Per questa ragione – continua Castronovo – la politica di oggi è morta ed è senza speranza. Urge un immediato cambio di rotta, un maggiore impegno istituzionale perché la Sicilia non può essere vista solo come terra da spennare con le tasse più alte d’Italia, come si può pensare di attrarre investimenti ed incrementare il livello qualitativo del territorio? Certe scelte politiche, scellerate, non fanno altro che infierire su una situazione già di per sé molto grave”.

Molto dura anche la presa di posizione di Leonardo Canto, Presidente dei Comitati Civici, che parla di “la vicenda Almaviva scatena una gravissima crisi, molto più profonda di quella scatenata dalla chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Il mio pensiero è rivolto ai lavoratori di Almaviva, ma anche alla nostra stessa terra. Meno lavoratori impiegati equivalgono a meno introiti, in termini di imposte e tasse, per le casse della nostra Regione, che si tradurranno in meno risorse da investire nel futuro dei nostri figli. Tutto ciò è assurdo. Siamo molto preoccupati ed intendiamo protestare ad alta voce perché così non si andrà da nessuna parte. Nei prossimi giorni – conclude Canto – posso garantire che i Comitati Civici intraprenderanno tutte le iniziative ritenute opportune e necessarie per avere delle risposte immediate, per dare un volto a coloro che a vario titolo dovranno ritenersi responsabili di quanto sta avvenendo. Non è possibile buttare per strada quasi 2000 persone solo nella città di Palermo, nella totale indifferenza: si creano i presupposti per una bomba sociale che, qualora dovesse esplodere, potrebbe davvero portare a conseguenze gravissime ed irriparabili”.