Palermo, caos Stadio delle Palme: la città pretende un chiarimento


E come era prevedibile, l’ennesima frittata è fatta: il Comune di Palermo rischia davvero di uscire con le ossa rotte dalla partita dello “Stadio delle Palme“, struttura concessa dall’Amministrazione – nelle scorse settimane – ad alcuni imprenditori privati per l’organizzazione dei concerti di Mika e dei Negramaro, in programma per giugno e luglio.

Una scelta scellerata, figlia di una valutazione quantomeno approssimativa – a voler essere “gentili” – e che mette in ridicolo, ancora una volta, chi attualmente gestisce la res publica presso il capoluogo siciliano: non si riesce a comprendere, infatti, come sia stato possibile stipulare un contratto di concessione di una struttura (lo Stadio delle Palme, appunto) il cui regolamento vieta espressamente ogni utilizzo non conforme ad attività sportive.

E, se ciò non fosse sufficiente, a rendere ancor più pesante la responsabilità degli amministratori comunali si aggiungono anche le specifiche tecniche ed economiche del “pactum sceleris” (ci sia concessa la forzatura di una simile espressione) stipulato tra l’amministrazione Orlando e l’impresa organizzatrice dei concerti: 2.160,00 euro al giorno, oltre 300,00 euro per la somministrazione di bevande, a fronte dell’utilizzo di un impianto ove si stima una presenza, per l’evento, di almeno 10 mila persone.

Ora, non per fare i conti in tasca a nessuno ma andando sul sito ufficiale per la vendita dei tickets (Ticketone), si legge che il costo per l’ingresso al concerto dei Negramaro è di 42,00 euro, mentre per Mika il prezzo lievita sino a 45,00 euro.

La moltiplicazione è presto fatta: 870.000,00 euro di incasso complessivo per i due eventi (420.000,00 euro per i Negramaro, 450.000,00 per Mika) a fronte di poco meno di 20.000,00 euro per l’utilizzo della struttura. Un affare per le tasche degli organizzatori (solo?).

Tutto ciò è assurdo, incomprensibile, fuori luogo e inopportuno in un momento storico come quello attuale ove, da un lato, l’Amministrazione comunale tenta di far cassa – sulle spalle dei cittadini – con ogni strumento lecito o pseudo-tale, mentre dall’altro non si pone il problema di assumere obbligazioni palesemente inique e – per quale ragione e convenienza? – oltremodo sfavorevoli per l’intera collettività palermitana, indiretta destinataria delle pessime scelte operate dalla stessa.

L’unica cosa chiara è che questa brutta storia merita un epilogo molto più serio della sua premessa; merita delle risposte precise e puntuali ma soprattutto merita di essere associata al nome del/della responsabile che, in seno al Comune di Palermo, ha ideato, pensato, strutturato, avallato ed autorizzato tutto ciò.

Così, giusto per ricordarci pro futuro a cosa si può andare incontro, destinando con fin troppa leggerezza il proprio voto elettorale alla compagine politica sbagliata…

Alessio Messina 

Comitati Civici